Nel Milano Certosa District parte la call “Galleria degli Artigiani”

| Mag, 2024 |

Al via la call “Galleria degli Artigiani”, ideata e implementata da Milano Certosa District, per assegnare un totale di 700 mq a una selezione di professionisti che hanno fatto del lavoro artigianale la loro impresa. Il progetto, promosso in collaborazione con Apa Confartigianato Imprese, ha l’obiettivo di creare un hub interamente dedicato agli artigiani costruito per creare connessioni e nuove opportunità di business, in un’area già popolata da imprese e startup che si occupano di prototipazione e design.   

Nonostante sia tra le poche città italiane a vedere una crescita degli abitanti, anche per Milano vi sono alcune criticità, come gli aumenti dei costi della città, soprattutto quelli immobiliari, che stanno portando all’espulsione di una parte sociale ed economica della popolazione. Tra queste categorie vi è quella produttiva, che ha visto la scomparsa di esercizi commerciali e botteghe artigiane dalle mura cittadine. Secondo un’analisi condotta dall’ufficio studi della Cgia di Mestre si stima che tra il 2012 e il 2022 il numero degli artigiani in Italia sia sceso del 17,4% (circa 325.000 unità). Solo la provincia di Milano ne ha persi 15.991 posizionandosi insieme a Bergamo, Brescia, Verona e Roma tra quelle che hanno registrato le “perdite” più importanti in termini assoluti. Dati molto chiari che evidenziando come molte attività artigianali stiano sparendo, nonostante l’Italia sia leader europea per la presenza di micro e piccole imprese.

Nel febbraio del 2024 nell’ambito del Forum dell’economia urbana del Comune di Milano, Apa Confartigianato Imprese ha presentato in rete con A.P.I Associazione Piccole Industrie e ACAI Casartigiani, il ManifestoMilano città senza botteghe? Gli artigiani e le PMI per il futuro di Milano a misura d’uomo e di impresa, una riflessione articolata che riflette sulla convivenza tra grande città e micro, piccola e media impresa. Una sorta di patto: “no saracinesche abbassate”, per incentivare l’insediamento di una nuova impresa che sostituisca quella che chiude in tutti i relativi processi. Ed è in questo contesto che si inserisce il progetto “Galleria degli Artigiani” perché la creazione di nuovi spazi, detti “ibridi” in cui incentivare la produzione e la nascita di nuove botteghe, è anche nella mission di Milano Certosa District.

L’obiettivo di RealStep è infatti dare nuova linfa industriale al quartiere attirando nuove realtà digitali e manifatturiero/artigianali, offrendo a questo nuova generazione imprenditoriale un distretto vivace e in fermento, che ha già attratto insegne della ristorazione di qualità, aziende multinazionali e che dà spazio allo sviluppo del verde e alla promozione di eventi culturali e di aggregazione sociale.

“Vogliamo riportare nel quartiere un’idea, quasi, di “botteghe rinascimentali” in cui gli artigiani diventano prima artisti e poi maestri per futuri apprendisti; ri-attivando “la cultura del fare” che ha contraddistinto l’Italia nel mondo. La formula che abbiamo scelto è quella di far coesistere realtà tradizionali e digitali. L’idea è quella di attirare nel nostro quartiere persone che sposano la nostra filosofia e hanno la nostra stessa passione”.

Vincenzo Giannico, Direttore Generale di RealStep

IL PROGETTO

La Galleria degli Artigiani, situata in Via Ludovico di Breme 79, è stata riqualificata da RealStep per realizzare un hub da 1000 mq dedicato alle arti e ai mestieri (700 dei quali oggetto della call e 300 già assegnati a realtà che per prime hanno creduto e aderito al progetto) e per valorizzare le attività artigianali più classiche ma anche le declinazioni più moderne e innovative.

La galleria è caratterizzata da locali modulari disposti in fila realizzati con materiali riciclati, con una superficie che va dai 30mq in su. Grazie alla presenza di vetrate e ad una galleria pedonale coperta che collega diverse strutture, chi attraverserà lo spazio potrà ammirare ciò che accade all’interno, garantendo agli stessi artigiani una vetrina espositiva per mostrare le proprie opere al pubblico. I lavori di ristrutturazione sono già in corso e si pensa che entro l’autunno ci potranno essere le prime aperture.

Un’area vivace e all’avanguardia che ospita già diverse realtà di imprenditoria innovativa come la CoFactory di Designtech dedicata all’innovazione tridimensionale nel settore del design – e Auto1 Group, la startup dedicata alla compravendita di auto usate. Nell’area si trovano anche numerose multinazionali come Beko Europe, Medtronic, Zeiss, VF, UCB Pharma, Sandvik, Schuco, Schaeffler ed Expressions Parfumées.

COME CANDIDARSI

Gli artigiani operanti nei settori del sistema casa, moda e accessori, mobilità e sostenibilità dovranno inviare la propria candidatura entro il 15 luglio 2024 compilando un apposito form e inviare un video di 3 minuti in cui devono raccontare di sé e del proprio lavoro, se l’azienda esiste già o è in partenza, e perché si desidera unirsi alla community di Milano Certosa District.  

Le candidature verranno analizzate e selezionate da parte di un advisory board di cui faranno parte Vincenzo Giannico, Direttore Generale di RealStep; Salvatore Saldano, Imprenditore e Designer di Prodotto specializzato in Digital Fabrication; Paolo Manfredi, Consulente per la trasformazione digitale di Confartigianato Imprese, responsabile del digital innovation hub di Confartigianato Milano, Monza e Brianza; Gianluca Bocchetta, designer d’interni.

Passata la fase di selezione, verrà organizzato un colloquio in presenza con visita agli spazi in cui gli artigiani selezionati riceveranno tutte le informazioni tecniche sui locali e sulle condizioni contrattuali.

L’ADVISORY BOARD

Vincenzo Giannico

Vincenzo Giannico, Direttore Generale e Consigliere di RealStep, in questi sei anni è stato parte attiva nella crescita del progetto Milano Certosa District, affiancando l’amministratore delegato Stefano Sirolli nella strategia dello sviluppo del distretto. Tra gli ultimi progetti curati personalmente vi è la creazione di un food district unico nel suo genere, capace di portare in Certosa imprenditori ed esponenti di spicco del panorama della ristorazione internazionale che hanno deciso di sposare una certa filosofia di naturalità, territorialità e impegno sociale.

 Salvatore Saldano

Imprenditore e Designer di Prodotto specializzato in Digital Fabrication, con focus sull’Additive Manufacturing. Nel 2013 partecipa alla nascita di FabLab Milano sostenuto dalla Fondazione Mike Bongiorno, progetto con finalità no profit e di aggregazione sociale. Nel 2015 fonda Shapemode, azienda operante nel settore dell’additive manufacturing mentre nel 2017 creA l’Istituto Numen, con l’obiettivo di creare figure professionali utili al crescente mercato dell’additive manufacturing e digital fabrication alla ricerca di queste nuove figure. Nel 2021 Shapemode viene acquisita da un Gruppo produttore di abiti per Alta Moda, dove Saldano inizia a portare l’esperienza 3D precedentemente acquisita a servizio dei Top Brand del Lusso. Da gennaio 2024 svolge l’attività di consulenza e progettazione 3D per il settore Industriale, Moda e Design. 

Paolo Manfredi 

Paolo Mandredi si occupa da oltre vent’anni del rapporto tra digitale, sistemi territoriali e PMI. È consulente per la trasformazione digitale di Confartigianato Imprese, responsabile del digital innovation hub di Apa Confartigianato Imprese Milano – Monza e Brianza e co-founder e responsabile di impatto di Upskill4.0 Società Benefit. È autore di L’economia del su misura (2016), Provincia non periferia (2019) e L’Eccellenza non basta (2023). Cura il blog Grimpeur: scalare la montagna dell’innovazione inclusiva per «Nova 100 – Il Sole 24Ore» ed editorialista de Il Gambero Rosso. Gira l’Italia per conoscerla, spesso in bicicletta. 

Gianluca Bocchetta

Velvet Studio è uno studio di design di interni e di prodotto con sede a Torino, fondato nel 2012 da Gianluca Bocchetta. Lo studio nasce dall’esigenza di indagare il senso dello spazio e il sentimento di chi lo vive, insieme alla voglia di progettare spazi esperienziali, ergonomici, utili e belli, con la convinzione di restare sempre fedeli al loro stile e alla loro pratica progettuale. Questa visione etica e morale si traduce in progetti non convenzionali. Il design di forme chiare, oneste, a volte brutali è il punto di partenza di ogni progetto, che segue, in base la cultura e il saper fare dei materiali naturali, degli oggetti e finiture, un design che ha come riferimento costante l’esaltazione dell’artigianalità e tutto ciò che viene prodotto manualmente. «I locali, gli ambienti e le case devono trasmettere piacere e comfort a chi li utilizza. In ambito residenziale, ad esempio, uniamo il design con l’ergonomia sensoriale, interpretando ogni esigenza del cliente, affinché l’utilizzo degli spazi come gli oggetti assumono un valore funzionale oltre che estetico e piacere di vivere».